IL VOTO SPIEGATO – Procura Europea, ma non solo: attraverso il voto di Caterina Chinnici uno sguardo alla plenaria di Strasburgo, che si è occupata anche di quote ittiche, economia circolare, sicurezza e lotta alle diseguaglianze salariali

A prendersi il centro della scena è stato il voto che sancisce la nascita della procura europea, primo organo dell’UE con autonomi potere di indagine, inizialmente competente solo in materia di frodi ma con la prospettiva di un ampliamento ad altre forme di criminalità grave transfrontaliera.

La plenaria del Parlamento Europeo svolta la scorsa settimana a Strasburgo, però, ha detto anche altro. Tra i documenti approvati, il dossier sulle condizioni di detenzione nelle carceri (di questo, come della risoluzione sulla nuova procura, Caterina Chinnici è stata relatore-ombra).

Carceri Ala play

Caterina Chinnici illustra il dossier Carceri al microfono di ALAnews

Cambiando scenario tematico, c’è la relazione che tocca da vicino l’economia legata al settore della pesca in Italia e soprattutto in Sicilia: sì dall’europarlamento, ma col voto contrario di Caterina Chinnici e dell’intera delegazione nazionale, alle misure di gestione, di conservazione e di controllo applicabili nella zona della convenzione ICCAT. Il provvedimento, infatti, potrebbe comportare una riduzione di circa 500 tonnellate della quota pesce spada legittimamente attesa dall’Italia.

Ancora il mare, ma stavolta sul fronte trasporti, è al centro della risoluzione sul sistema di ispezioni per la sicurezza a bordo di traghetti e unità veloci adibiti a servizi di linea. “L’UE deve garantire regole solide, chiare e coerenti – afferma Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – ed è apprezzabile che il testo fornisca indicazioni specifiche sia sulla natura dei controlli, sia sul ruolo delle autorità nazionali preposte”.

La cosiddetta economia circolare fa da sfondo alla risoluzione parlamentare che propone correttivi alla nuova disciplina europea sulle restrizioni all’uso di alcune sostanze pericolose contenute nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, in vigore a partire dal luglio 2019. “Per ridurre gli sprechi e tutelare l’ambiente la normativa UE punta giustamente a favorire il riuso e il riciclo di prodotti e materiali – sottolinea l’eurodeputata siciliana illustrando il voto a sostegno – ma occorre che ciò avvenga senza ricadute indesiderate sul mercato secondario e sull’ambiente stesso”.

Luce verde anche per la risoluzione parlamentare che dà l’ok all’accordo istitutivo della Fondazione internazionale UE-ALC, partenariato strategico con i paesi dell’America Latina e della regione caraibica. “Uno strumento utile – dice Caterina Chinnici, che ha sostenuto il testo – per potenziare i processi di integrazione, cooperazione e solidarietà, elementi indispensabili per una sana e democratica governance mondiale”.

Sul fronte sicurezza, si estende a Bulgaria e Romania l’accesso al Sistema d’Informazione Visti (VIS). “La risoluzione votata dall’assemblea legislativa – spiega Caterina Chinnici – consentirà un maggior controllo delle frontiere esterne dell’Unione, abilitando i due paesi a verificare l’identità dei soggetti possessori del visto che accedono al territorio europeo, e questo anche per garantire meglio un’effettiva libera circolazione dei cittadini in tutta l’area Schengen”. Sempre in ambito sicurezza, via libera alla risoluzione sulla lotta alla criminalità informatica.

Cybercrime 2-10-2017 play

L’intervento di Caterina Chinnici in plenaria sulla lotta al cybercrime

Un altro rapporto approvato dalla plenaria a Strasburgo, e votato da Caterina Chinnici, affronta il problema della riduzione degli spazi della società civile nei paesi in via di sviluppo, auspicando fra l’altro il mantenimento del sostegno finanziario alle Ong impegnate nella difesa dei diritti umani.

Sì, col voto favorevole dell’esponente di S&D, anche alla relazione sull’emancipazione economica delle donne nel settore pubblico e privato, con la quale il Parlamento Europeo afferma la necessità di politiche mirate a contrastare le diseguaglianze salariali di genere e tutte le discriminazioni sul luogo di lavoro.

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