IL VOTO SPIEGATO – Dieci new entry nella convenzione de L’Aia sulla sottrazione internazionale di minori, Caterina Chinnici: “L’auspicio è che siano sempre di più, è fondamentale per assicurare parità di diritti ai bambini coinvolti”

Dieci stati si aggiungono al club dei paesi che aderiscono alla convenzione siglata a L’Aia nel 1980 per disciplinare gli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, fenomeno legato sopratutto alle separazioni nelle coppie. Con un pacchetto di quattro risoluzioni, approvate nella mini-plenaria di giovedì scorso e votate anche da Caterina Chinnici, il Parlamento Europeo ha dato il via libera all’adesione di Georgia, Sudafrica, Cile, Islanda, Bahamas, San Marino, El Salvador, Panama, Uruguay e Colombia.

Visti

Caterina Chinnici durante una plenaria

“Poter fare affidamento su un quadro giuridico comune in questo campo – dice l’eurodeputata di S&D – è estremamente importante per risolvere anche i casi più complessi e per assicurare effettiva parità di diritti a tutti i minori coinvolti in casi di sottrazione internazionale. Misure di protezione contro il trasferimento illecito o il mancato rientro e procedure efficaci per il tempestivo ritorno del minore nel paese membro di residenza abituale sono tra gli elementi che considero fondamentali. L’auspicio è l’UE possa incoraggiare e sostenere l’adesione di un numero sempre maggiore di paesi terzi”.

La convenzione de L’Aia, ratificata da tutti i paesi membri dell’Unione Europea, ha introdotto un sistema che permette agli stati contraenti di risolvere i casi a livello internazionale evitando favoritismi per ragione di nazionalità e conflitti di competenza tra le autorità giudiziarie dei paesi di volta in volta interessati. È stabilito, infatti, che leggi applicabili e tribunali competenti siano quelli del paese di residenza del minore. La convenzione, inoltre, prevede un sistema per il ritorno immediato del minore sottratto.

In senso strettamente tecnico, l’assemblea legislativa ha autorizzato alcuni stati membri dell’Unione Europea ad accettare i nuovi ingressi, e questo perché l’UE, pur disponendo di competenza esterna esclusiva nel settore, non può provvedere autonomamente. Le decisioni di questo tipo devono, sì, essere prese a livello UE e non dagli stati membri per conto proprio, ma la convenzione non premette l’azione autonoma da parte di organizzazioni internazionali. Da qui la necessità, per la piena operatività della convenzione nell’interesse dell’UE, di autorizzare alcuni stati ad accettare le adesioni sopravvenute laddove sia ancora mancante la condizione di reciprocità.

Condividi su... Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone