IL VOTO SPIEGATO – La riforma per abbattere del 40% le emissioni di CO2 nell’atmosfera, le misure per impedire i blocchi commerciali basati su residenza e strumenti di pagamento, la tutela dei diritti delle donne: la plenaria di Strasburgo rivissuta attraverso il voto e gli interventi di Caterina Chinnici

Nuovo passo in avanti per la progressiva transizione verso un’economia europea più rispettosa dell’ambiente, nel solco degli impegni assunti dall’UE con l’accordo di Parigi sul clima. Una risoluzione del Parlamento Europeo, approvata nella plenaria di Strasburgo e votata anche dall’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, ha dato il via libera alla riforma del Sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, in vigore a partire dal 2020. Il provvedimento fissa un obiettivo, il 40% in meno di emissioni di CO2 entro il 2030, e prevede il sostegno alle produzioni a basse emissioni di carbonio.

“Questa trasformazione è una necessità ma anche un’occasione da cogliere – sottolinea Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – ed è apprezzabile che la direttiva persegua gli obiettivi di politica climatica senza penalizzare la competitività del settore manifatturiero. Positiva in questo senso l´istituzione di un fondo destinato a supportare finanziariamente i progetti per le energie rinnovabili, l’innovazione low carbon, la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Particolarmente opportune, inoltre, le disposizioni dettate per prevenire il cosiddetto carbon leakage, cioè il rischio che le imprese delocalizzino le proprie produzioni in paesi extra UE con regole meno stringenti, e quelle che precludono per i progetti industriali alimentati a carbone l’accesso ai fondi europei”.

Sì anche alla risoluzione parlamentare che delinea il quadro normativo e finanziario per l’innovazione energetica e per l’uso efficiente e sostenibile di tutte le fonti di energia. “La ricerca, lo sviluppo e l’innovazione nei settori dell’energia pulita e delle tecnologie avanzate hanno fondamentale importanza per la competitività e la leadership globale dell’Europa – sottolinea l’eurodeputata siciliana nella spiegazione di voto – e presuppongono sia un mercato stabile che la certezza del quadro normativo. È auspicabile che gli stati membri e le autorità regionali possano attivare forme di coordinamento dei programmi di ricerca ed evitare duplicazioni, in modo da massimizzare la diffusione delle nuove tecnologie e promuovere nuovi modelli imprenditoriali in tutta l’UE. Considerati i profondi mutamenti che le economie moderne stanno vivendo, è essenziale al tempo stesso individuare le migliori pratiche per affrontare la questione delle famiglie in condizioni di povertà energetica, problema che riguarda circa 54 milioni di cittadini dell’UE”.

Ancora l’economia, ma da una prospettiva diversa, fa da sfondo alle nuove misure introdotte per impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità o sul luogo di residenza nell’ambito del mercato interno. “Ho sostenuto l’approvazione di questo regolamento – dice Caterina Chinnici – perché consentirà di eliminare almeno in parte le restrizioni agli acquisti online basate sulla nazionalità oppure, in altri casi, sugli strumenti di pagamento utilizzati. L’e-commerce europeo registra una crescita media annua superiore al 13% ma la Commissione Europea ha riscontrato che oltre il 63% dei siti di vendita online applica ancora forme di blocco che spesso determinano l’impossibilità pratica per il consumatore di concludere un acquisto o di scegliere l’offerta più conveniente. Una situazione, questa, che pregiudica il pieno sfruttamento delle potenzialità offerte dal mercato unico digitale. Resta il rammarico per il fatto che il provvedimento potrà essere applicato solo alla vendita di accessori, servizi e prodotti non coperti da copyright”.

Nel programma della plenaria anche una finestra specificamente dedicata alla tutela dei diritti delle donne. L’assemblea ha infatti approvato, anche col voto di Caterina Chinnici, una risoluzione per contrastare il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili, “una pratica violenta che purtroppo si sta diffondendo anche in Europa – sottolinea Caterina Chinnici – e che comporta rischi sanitari e traumi psicologici, contro la quale servono risposte legislative e strategie di prevenzione che coinvolgano operatori e società civile”.

Un momento della campagna contro le mutilazioni genitali femminili lanciata dagli eurodeputati con l’hashtag #MyIssueToo

L’aula ha inoltre discusso sulla situazione delle attiviste per i diritti umani nel mondo. “È molto preoccupante il crescente numero di attacchi ai danni di esponenti delle organizzazioni che difendono i diritti umani in tutto il mondo – ha detto in aula l’eurodeputata di S&D – e in particolare si tratta di attacchi contro le donne che combattono gli stereotipi di genere sfidando norme sociali e valori patriarcali e affrontando discriminazioni e intimidazioni di ogni tipo: per sostenere queste donne occorre che l’UE investa impegno e risorse” (VIDEO).